SPECIALE - PROSEGUE IL PROGETTO WORKING WITH MUSIC PER GIOVANI DIPLOMATI DEI CONSERVATORI ITALIANI

A Fiuggi il primo meeting del programma che ha nel Conservatorio di Frosinone l'istituto capofila

"Un'esperienza molto molto positiva dal mio punto di vista perchè mi ha permesso di entrare a contatto con una cultura musicale completamente diversa da quella che conoscevo qui e mi ha permesso anche di conoscere un  nuovo aspetto della figura del musicista professionista, una figura fortemente tutelata, fortemente incentivata a Vienna. E ho potuto riscontrare che è possibile vivere di musica e per la musica. Purtroppo qui non mi era stato possibile riscontrarlo".Una consapevolezza quella maturata dai partecipanti al Working with Music, al termine del periodo di tirocinio lavorativo all’estero. Sì, si può ancora vivere di musica! Obiettivo centrato, dunque, per il progetto, nato nel 2010, proprio allo scopo di offrire ai neo-diplomati dei conservatori di musica italiani aderenti all’iniziativa, un’opportunità di lavoro, di crescita personale e professionale, presso prestigiosi istituti europei con il sostegno di una borsa di studio Leonardo Da Vinci. Un’occasione di confronto con altre culture musicali, di verifica della propria formazione, per gettare le basi di un curriculum di alto livello spendibile in Italia e all’estero."Bisogna assolutamente fare più esperienze possibili, perchè ti arricchiscono, sia come musicista che come persona, e sono due cose che vanno anche di pari passo. Un cammino musicale per me è un cammino di conoscenza di te stesso, quindi anche metterti continuamente in gioco. Essere stato lì, oltre al fatto di arricchirti di capacità, è sicuramente una cosa anche di prestigio, perchè è una delle accademie più importanti d'Europa, quindi sicuramente questo può aiutare. E' vero poi che alla fine in quello che facciamo conta quello che fai, quindi come suoni".Capacità che i 19 diplomati della prima edizione del progetto hanno potuto dimostrare in contesti importanti: organizzazioni musicali, conservatori, accademie, teatri, orchestre, e, nel caso dei musicoterapisti, presso ospedali  e centri di riabilitazione."Abbiamo lavorato in questo ospedale che è la clinica di Kortenberg, la clinica psichiatrica universitaria; ci sono otto musicoterapisti nella clinica, dove lavorano in modo stabile. Avere la consapevolezza di questo modo di lavorare è stata una esperienza importante. Noi siamo stati anche ospitati  all'interno della clinica; vivere all'interno della clinica, in questa full immersion continua per due mesi e mezzo, noi siamo stati 10 settimane, è stato particolarmente formativo. Duro, per alcuni versi, perchè poi vivere continuamente nell'ospedale psichiatrico, sicuramente non è stato semplice, però proprio per questo è stato molto profondo, un'esperienza profonda, che ha lasciato il segno, sicuramente".Quanto è importante questo per un musicoterapista?. "Assolutamente un musicoterapista è una persona che ha necessità di mettersi sempre alla ricerca e in discussione, e proprio nelle relazioni, avendo a che fare con dei pazienti, che spesso non hanno una capacità di potersi relazionare attraverso il mezzo verbale, ma  attraverso un canale comunicativo che è quello non verbale. Ed è importantissimo per fare una ricerca e una crescita personale. In Italia si sta lavorando da molti anni per il riconoscimento professionale della figura  del musicoterapista. E l'esperienza all'estero, e in particolare in Belgio e a Leuven, dove la musicoterapia è da molti anni già istituzionalizzata e inserita nelle  aziende sanitarie a pieno regime, è sicuramente un guardare un pochino all'Europa che sotto questo aspetto è un pò più avanti di noi". Un'apertura verso nuovi orizzonti nel cammino professionale intrapreso da questi musicisti sempre più consapevoli della realtà musicale con cui dovranno confrontarsi e del loro grado di preparazione.
Oggi ti senti spaventata da una possibile esperienza lavorativa all'estero o ti senti pronta?"No,  mi sento pronta. Spaventata sì, però è quello che voglio fare." "Ho visto che lì il livello è molto alto e anche il livello professionale richiesto è veramente alto.
Ma mi sono resa conto che la mia formazione era adeguata ed è stata molto apprezzata sia la formazione che le capacità musicali, professionali, la serietà, insomma. Quindi, sì, penso sarei pronta per un'esperienza all'estero. Certo mi piacerebbe anche poter sfruttare le mie capacità professionali qui"."La musica in Italia è una ricchezza inestimabile che però non viene sfruttata. Abbiamo un patrimonio musicale che ci invidiano dappertutto, eppure, in questo “dappertutto”, in quasi tutto il resto d'Europa, sono molto più avanti nel saperlo rendere fruibile e anche in un ambito economico, cioè loro ci credono e quindi ci investono. E c'è, per esempio in Austria, in Germania, anche in Olanda, una cultura musicale di base molto più diffusa".Si dovrebbe fare di più in Italia? "Si può fare sempre di più, certo. All'interno dei Conservatori si impegnano molto. Con la riforma che c'è stata abbiam fatto un bel passo in avanti, insomma. A livello istitutionale e nazionale, si potrebbe fare molto di più, si potrebbe credere sicuramente di più nella musica, non solo nella musica classica, nella musica in genere."Una finalità oggi perseguita anche attraverso il progetto WWM, che per la seconda edizione ha registrato un aumento degli enti partecipanti: oltre al Conservatorio capofila, di Frosinone, e a quelli dell'Aquila e di Trieste, hanno aderito anche l'Istituto Superiore di Studi Musicali di Livorno e i conservatori di Genova e di Torino. Aumentati anche i partners ospitanti sempre più convinti dell’importanza del progetto, come evidenziato in occasione del primo meeting che si è tenuto a Fiuggi ad inizio marzo 2012. Un incontro per condividere risultati ed obiettivi, dedicato anche a quanti sostengono l’internazionalizzazione dell'Alta Formazione Musicale. "I believe very strongly in all international activities within Europe and I think it is a very good opportunity for young people to go abroad and to have some experiences in foreign countries. It's very important in their learning and for their future career and also this Leonardo project is a benefit for all parties: it is a benefit for the trainees and it is also a benefit, a vey huge benefit for the receiving partners". Assolutamente positivi i giudizi dei partecipanti al progetto.Tre aggettivi per descrivere questa esperienza "Interessante, soddisfacente, impegnativa". "Entusiasmante, sicuramente, e molto formativa sia dal punto di vista professionale che personale, direi anche molto profonda come esperienza, perchè vivendo in un paese straniero si entra a contatto con la cultura e le persone del posto e si stringono delle relazioni e dei legami veramente molto stretti"."Gratificante, umanamente profonda, umanamente formativa  sicuramente, un'esperienza che ha segnato un po' uno spartiacque, nel senso … quando sono tornato dal Belgio, quando siamo tornati da Leuven, mi è mancato  quell'ambiente, mi è mancato quello spessore umano, mi è mancato molto, insomma, quindi, riabituarsi poi a una dimensione completamente diversa non è stato semplice". Che cosa ha rappresentato per te, sia in termini professionali che personali? "In termini personali moltissimo, un'esperienza di relazione con altre culture e altre lingue. In termini professionali vedere dei veri professionisti che lavorano ti insegna moltissime cose". "Innazitutto una soddisfazione, appunto, ho fatto un po' una scommessa su me stesso, proponendo la mia musica, è piaciuta, e poi mi lascia delle amicizie, mi sono già venuti a trovare, mi verranno a trovare, quindi scambi anche a livello personale. Ho avuto la possibilità di avere come ospite, a suonare i miei pezzi, musicisti veramente di primo livello della scena, degli improvvisatori viennesi, insomma, persone di spessore .. per cui ci si arricchisce sempre"."E' stata una esperienza sicuramente positiva, cioè .. molto positiva, molto bella, entusiasmante, dove ho potuto confrontarmi con una realtà molto evoluta, a livello musicale, a livello di struttura, a livello di docenza, è stata una esperienza molto bella, proprio". Commenti entusiastici di chi ha svolto il tirocinio all'estero, convinto dell'importanza di una esperienza simile per il proprio futuro lavorativo, parere condiviso da una giovane diplomata, tra i vincitori della seconda edizione del Working with Music."Andare in un conservatorio straniero mi darà sicuramente la possibilità di migliorare le mie competenze musicali, di conoscere moltissimi musicisti che fanno questo lavoro e di allargare ovviamente i miei orizzonti musicali e anche culturali.
Io prima facevo l'università e avevo sempre sentito parlare del Leonardo e quindi quando poi me l'hanno proposto mi hanno detto appunto di questo concorso io ho voluto subito farlo perchè siamo italiani ma siamo anche europei e quindi è giusto sfruttare questo occasione di lavoro". "Ho un duo con un chitarrista classico che si chiamo Extatico Duo. Questa esperienza del Duo è nata da un'altra esperienza  europea, che fu l'Erasmus all'epoca, che feci all'Accademia Musicale di Tallin, in Estonia, dove conobbi appunto questo chitarrista, che si chiama Hu Bin ? Poi lui si è trasferito a Salisburgo, l'hanno preso al Mozarteum. Abbiam detto, bene, ora che siamo vicini, torniamo a collaborare. Ho scoperto al mio conservatorio che c'era questo bando, ho detto guarda che bello, sarebbe bello riuscire a  unire queste due cose. Ed è stato possibile".Un'esperienza che ben si accorda con i possibili sviluppi del progetto proposti dalla coordinatrice delle attività internazionali dell'Istituto belga di Leuven ."Maybe we should try to even more connect both important European programmes, educational programmes, Erasmus and Leonardo. We have had now one trainee who was a former Erasmus student in our institution, which is making a kind of continuity from being a student in a foreign country and then being a trainee or a professional in a foreing country. And it is working very well and I think we should think about this, about connecting these two European programmes" (Forse dovremmo cercare di collegare ancora di più i programmi europei Erasmus e Leonardo. Noi abbiamo al momento un tirocinante che è stato già in passato un nostro studente Erasmus e che ora sta sperimentando una sorta di continuità tra essere uno studente in un paese straniero e poi un tirocinante, o un professionista, in un paese straniero. Sta funzionando molto bene. Sono convinta che dovremmo pensare a mettere in relazione questi due programmi europei)."I musicisti crescono solo attraverso gli altri musicisti e studiando insieme, quindi conoscere altri musicisti, in più stranieri, è per me un terreno di scambio, di formazione unico".Rifaresti questa scelta? "Beh, certamente, sicuramente"."Absolutely, I think there is no doubt. We will continue it."


La redazione (2012-05-08 15:16:54)