ANAGNI - LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CONTINUANO AD ESPRIMERE PREOCCUPAZIONE PER L'INQUINAMENTO DA PCB

Pubblichiamo i comunicati diramati da Legambiente e dalla Rete per la Tutela della Valle del Sacco

COMUNICATO DI LEGAMBIENTE

L'ordinanza emessa dal Sindaco di Anagni desta estrema preoccupazione, i PCB sono inquinanti pericolosi per l'ambiente e la salute degli animali e degli esseri umani, serve la massima trasparenza, chiediamo l'immediata pubblicazione dei dati, per capire la portata del danno, e l'estensione del monitoraggio anche alle zone limitrofe –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Ad oggi le notizie sono ancora scarse e molto frammentarie, non è chiara la fonte né il livello di contaminazione per le zone di Faito, Ponte del Papa, Valle Di Dentro e Pisciarello ad Anagni, in provincia di Frosinone. Le analisi della AUSL competente devono proseguire per delineare più chiaramente i confini del fenomeno, in un'area che risente già gravemente di un livello di inquinamento pesante. Deve essere subito chiarito se l'inquinamento sia legato o meno all'incendio nello stabilimento ACEA A.R.I.A UL 2 (ex Snia) di Paliano del giugno scorso e, nel caso, come sia possibile che le analisi precedenti non avessero riscontrato inquinamento, almeno a quanto reso noto. Avevamo chiesto immediatamente la verifica puntuale per sostanze inquinanti come diossine, altri composti organoclorurati tra i quali i furani, ma anche composti inorganici del fluoro e del cloro oltre che metalli pesanti, ossidi di azoto e di zolfo, monossido di carbonio, PM 2,5 e polveri totali, vista la natura dei materiali bruciati. Ora ci chiediamo se le limitazioni per 'l'allevamento avicolo' e per 'gli ortaggi' siano sufficienti e se non ci siano pericoli anche per le acque superficiali, ipotesi che va immediatamente verificata. La Valle del Sacco deve uscire da questa morsa di inquinamento, servono chiarezza e certezze, per escludere al più presto rischi per i cittadini e l'ambiente.”
Legambiente già lo scorso 19 giugno, appena dopo l'incendio, aveva evidenziato il serio rischio ambientale che si correva, visto anche che le emissioni tossiche sarebbero continuate anche una volta domate le fiamme dalla massa del materiale bruciato. Molti degli inquinanti sono particolarmente stabili e riconosciuti come tossici sia per l’ambiente che per l’uomo, per questo l'associazione aveva sollecitato l'adozione degli opportuni provvedimenti a tutela della salute pubblica, rendendo noti in modo costante i risultati dei monitoraggi e seguendone anche la propagazione nelle diverse matrici ambientali. In particolare, la tossicità dei diversi PCB varia molto da composto a composto come pure il meccanismo di azione biologica, ma certamente la somministrazione prolungata e quindi l'accumulo negli organi interni (fegato, tessuti nervosi e in tutti gli organi e tessuti ad alta componente lipidica) di animali e esseri umani porta danni molto gravi.

 

COMUNICATO RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO

In primo luogo, l’opportuna ordinanza del Comune di Anagni del 02.10.13 ci pone in difficoltà, in quanto al solito le istituzioni agiscono con un deficit di trasparenza. Quali sono esattamente le positività riscontrate, e quante? Domande cui potremo rispondere solo dopo l’indebito tributo in termini di tempo ed energia dedicato all’accesso agli atti. Una cosa è certa: si tratta di un inquinamento da PCB. Probabilmente collegabile a una combustione di materie plastiche. Riteniamo quindi indispensabili e urgenti verifiche e controlli in area vasta. Identificare precise cause è invece questione più complessa e delicata. Si possono però, o meglio si devono, avanzare ragionevoli ipotesi, da sottoporre al vaglio di successivi riscontri. La prima scontata associazione punta all’incendio dell’impianto di CDR di ACEA ARIA di Castellaccio del 19.06.13 Paradossalmente, solo dopo 3 mesi e mezzo, si scoprirebbe che gli enti di controllo (ARPA in primis) ne avrebbero clamorosamente sottovalutato l’impatto, lasciando di fatto la popolazione in balia dei suoi effetti, dopo averle rassicurate circa l’assenza di pericoli per la catena alimentare e la salute. Peraltro, nella relazione del 24.06.13 ARPA aveva annunciato la necessità di ulteriori campionamenti sulle concentrazioni di PCB a San Bartolomeo, in mancanza di dati storici. Non ci sembra ad oggi che queste indagini di approfondimento siano state compiute. L’imponente colonna di fumo, che raggiunse addirittura l’Alta Valle del Sacco, investì più direttamente il territorio del Comune di Paliano e proprio la zona ovest di Anagni dove oggi si riscontrano positività al PCB in tessuti biologici di animali di allevamento. Ma la ASL ha eseguito controlli sul territorio di Paliano? Non è affatto inverosimile supporre un “effetto sommatoria”, ovvero una possibile e preesistente contaminazione da PCB legata alle emissioni degli inceneritori di rifiuti, su cui si sarebbe aggiunta quella derivante dall’incendio dell’impianto di CDR e magari da altre fonti inquinanti. La zona ovest di Anagni dista diversi km. dagli inceneritori di Colleferro, ed è invece relativamente vicina agli inceneritori di pneumatici della Maind SrL (controllata Marangoni Tyre), già sospettati in passato di essere la causa di concentrazioni di diossine e PCB particolarmente elevate in località “Quattro Strade”, di fronte all’impianto. Cogliamo l’occasione per affrontare la questione della suddetta Marangoni Tyre. Dopo aver espresso sentita solidarietà ai dipendenti dell’azienda, improvvisamente privati del loro posto di lavoro, non possiamo non sottolineare che si sta verificando quanto avevamo sempre sospettato, ovvero che l’azienda avrebbe chiuso l’impianto produttivo lasciando in attività remunerative fonti inquinanti di prima grandezza, con scarso riscontro in termini di posti di lavoro. Non scartiamo affatto l’ipotesi che l’azienda intenda ora utilizzare la situazione di crisi occupazionale per una sorta di ricatto alle istituzioni, chiedendo “deleghe in bianco” all’incenerimento, già velatamente risuonate nel discorso di alcuni politici, o magari la riesumazione del progetto di incerimento del “car fluff”. Nel frattempo, continuano a giungerci dalla cittadinanza segnalazioni di miasmi e fuoriuscite di fumo notturne dall’inceneritore di pneumatici. In conclusione, l’inquinamento da PCB nella zona ovest del territorio del Comune di Anagni richiede pronte e adeguate risposte da parte degli enti di controllo deputati alla tutela della salute e dell’ambiente e di tutte le istituzioni. Vigileremo sul fatto che la situazione sia affrontata in modo strutturale.   

 




La redazione (2013-10-08 11:00:32)