FROSINONE - ALLARME PER IL FUTURO DELLE IMPRESE EDILI A RISCHIO FALLIMENTO

Pubblichiamo il comunicato stampa diramato dal Presidente di Ancefrosinone, Domenico Paglia

Il Presidente di Ancefrosinone Domenico Paglia rilancia l’allarme del Presidente dell’Acer Batelli:
“Imprese edili sull’orlo del fallimento per colpe non loro. Basta alla politica dei veti”

“Voglio ringraziare personalmente il Presidente dell’ANCE ROMA ACER Eugenio Batelli per l’allarme lanciato ieri a Roma durante l’assemblea annuale dell’Acer. Una relazione precisa e dettagliata, la sua, che rispecchia in pieno lo stato d’animo del mondo delle costruzioni, un settore in crisi ormai da anni e che rischia di scomparire per scelte cieche e sbagliate di altri”.
Ad intervenire è il Presidente di Ancefrosinone Domenico Paglia, che il giorno dopo l’assemblea tenuta a Roma dall’Associazione dei Costruttori Romani, sposa in pieno il grido d’allarme lanciato dal collega capitolino.
“Condividiamo la rabbia espressa ieri da Batelli – continua Paglia – quella rabbia davanti ad un sistema che sta distruggendo le nostre aziende, quelle aziende sane, che purtroppo devono soccombere non per colpe  loro, bensì per inadempienze e responsabilità altrui. Per una burocrazia troppo spesso elefantiaca che non dà le risposte immediate di cui invece le aziende hanno bisogno.
La situazione attuale – continua Paglia – non è riconducibile purtroppo solo alla crisi economica che ha colpito non solo l’Italia ma tutto il mondo, ma anche e soprattutto ad una cattiva gestione delle risorse pubbliche ed una diffusa inefficienza.
Ciò che ci sta distruggendo e cosa che assolutamente non possiamo più tollerare, sono gli insostenibili ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione. Sono ritardi che a volte superano la soglia dei due anni e in molti casi sono privi di una scadenza certa. La Pubblica Amministrazione ha di fatto ribaltato sulle imprese gran parte delle esigenze di cassa necessarie a far quadrare i conti pubblici. Le Pubbliche Amministrazioni devono compiere scelte responsabili, strategiche ed innovative per riposizionare la spesa pubblica a livelli sostenibili.
A tutto questo si accompagna la carenza di investimenti e gli effetti del Patto di stabilità che limita la capacità di spesa degli Enti locali, con ulteriore danno alle imprese.
Condivido, inoltre – continua Paglia – la denuncia fatta da Batelli a proposito dell’introduzione dell’Imu. L’introduzione di questa tassa, soprattutto per la prima casa, ha avuto ulteriori effetti negativi per il nostro settore.  Iniqua è poi l’applicazione di questa imposta sulla produzione delle imprese di costruzione. La paghiamo sulle aree acquisite per edificare, sui costi di costruzione e sugli immobili invenduti. L’effetto dell’Imu è stato un ulteriore duro colpo per il nostro settore, che ha avuto il colpo di grazia anche dalla stretta creditizia verso le famiglie e le imprese, con una conseguente flessione nelle compravendite di immobili ad uso residenziale.
Va condivisa  altresì la preoccupazione per le drammatiche conseguenze prodotte, da un lato, dai mancati e/o ritardati pagamenti alle Imprese e, dall’altro, dall’obbligo tassativo  per le stesse di ottemperare al pagamento di oneri contributivi necessari per il rilascio del DURC, senza che vengano minimamente contemplate forme di compensazione più volte proposte dal sistema ANCE a tutti i livelli. L’innesco di un simile circolo vizioso  rischia di stritolare definitivamente  le imprese che, seppur creditrici della P.A.,  non saranno in grado di vedersi rilasciare il DURC propedeutico per ricevere pagamenti, acquisire commesse, portare avanti le aziende, costringendo le stesse ad una situazione di impotenza, preludio del fallimento.
Un altro aspetto fondamentale che mi sento di condividere pienamente con Batelli – conclude Paglia – è il richiamo fatto al mondo politico. Credo che la politica la debba smettere con questi continui balletti tra maggioranza ed opposizione, con ripetuti azzeramenti anche di tutto ciò che di buono si è fatto ogni qualvolta una coalizione diversa sale al governo della cosa pubblica. Credo sia giunta l’ora di mettere da parte personalismi e sia arrivato il momento di scegliere obiettivi comuni da perseguire, da sposare e da sviluppare negli anni. E’ ora di dire basta alla politica dei veti incrociati che stanno bloccando le imprese e lo sviluppo dell’intero Paese”.

La redazione (2012-10-12 15:11:49)